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La metà delle canzoni trasmesse dalle radio dovrà essere italiana

Letizia Moratti porta avanti una proposta shock che è quella riportata nel titolo: “Almeno la metà  delle canzoni trasmesse dalle radio dovrà  essere italiana“.

A proporlo è il sindaco di Milano, da qualche giorno entrata nel Popolo delle libertà  come responsabile delle Politiche sociali . «àˆ la mia prima iniziativa politica per il Pdl — spiega il sindaco — Ho intenzione di valorizzare la musica italiana e i suoi artisti, con una particolare attenzione ai talenti emergenti, seguendo il modello già  presente in Francia».

«Radio Lombardia, in maniera del tutto volontaria, ha già  aderito. Spero lo faranno anche altre emittenti — aggiunge la Moratti -. Credo che questo possa aiutare davvero un settore a innovarsi e dare concretezza ai sogni di tanti ragazzi, che in questo momento non hanno lo spazio necessario per esprimersi. Parliamo sempre di investimenti per i giovani: ecco, io credo che questo sia un bell’investimento nella cultura».”

La notizia è destinata a fare discutere. Se da una parte di pubblico ci dice che il mercato musicale italiano è troppo debole per poter compete con quello inglese o americano, dall’altra si piazza chi pensa che non debba essere una norma governativa a decidere chi deve ascoltare cose, ma sia il gusto e la forza del mercato stesso.

Su Blog Autore di Repubblica infatti si legge questo: “Inutile dire che mi sembra una proposta assurda e un clamoroso errore. Innanzitutto perchè l’esperienza francese, a mio avviso, non è delle migliori. Avete mai provato ad ascoltare a lungo una radio francese? E’ talmente piena di musica francese mediocre da risultare sistematicamente noiosa. Il motivo è semplice: le radio sono obbligate a trasmettere “musica francese”, non “buona musica francese”, quindi la media dell’offerta generale è medio-bassa. E’ vero, certamente, che la produzione francese è cresciuta da quando c’è la legge, e che quindi per i musicisti francesi l’obbligo è una manna, con una maggiore promozione la musica francese vende di pià¹, circa il 55% del mercato. Vado a memoria, quindi smentitemi se avete dati certi, ma non credo che in Italia, allo stato attuale delle cose, la musica italiana venda molto di meno, senza aver bisogno di alcuna legge.”

Voi cosa ne pensate? E’ giusto aiutare un mercato con norme speciali o è giusto che il mercato si autoregoli?

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